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Incentivi fiscali per i carrelli elevatori nel 2026: il ritorno dell’iperammortamento

Incentivi fiscali per i carrelli elevatori nel 2026: il ritorno dell’iperammortamento

Nel 2026 il quadro degli incentivi fiscali per chi investe in carrelli elevatori, tecnologie di automazione e altri beni strumentali subirà una trasformazione significativa rispetto agli anni precedenti. La Legge di Bilancio 2026 reintroduce e riformula il concetto di iperammortamento, creando un regime di agevolazioni più strutturato ed esteso, con l’obiettivo di stimolare gli investimenti produttivi delle imprese italiane nella digitalizzazione e nell’efficienza energetica. Questa guida spiega cosa cambia, come funziona e quali opportunità cogliere: scopri tutti gli incentivi fiscali per i carrelli elevatori nel 2026!

Iperammortamento 2026: come funziona e cosa cambia

La principale novità della manovra fiscale per il 2026 è il ritorno dell’iperammortamento come «super-deduzione» del costo di acquisizione dei beni strumentali. In termini semplici, le imprese che acquistano beni nuovi destinati all’attività aziendale possono dedurre una quota maggiorata del costo d’acquisto dal reddito imponibile ai fini IRES/IRPEF, ottenendo così un risparmio fiscale più elevato rispetto all’ammortamento contabile standard.

L’art. 94 del Disegno di Legge di Bilancio 2026 introduce l’agevolazione dell’iperammortamento, rinviando a un decreto attuativo la definizione delle modalità applicative e della procedura di accesso. Il decreto attuativo chiarirà gli adempimenti richiesti alle imprese, definendo le modalità di comunicazione previste dalla normativa e confermando il ruolo centrale della perizia tecnica asseverata (o dell’attestazione di conformità) per certificare il rispetto dei requisiti tecnici e l’interconnessione dei beni agevolati.

Nel dettaglio, l’iperammortamento è riconosciuto per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, ampliando in modo significativo l’orizzonte temporale inizialmente previsto dalla manovra.

Tra i beni agevolabili troviamo: beni materiali e immateriali nuovi compresi negli Allegati A e B della legge 232/2016 (beni Industria 4.0) e beni destinati all’autoproduzione di energia rinnovabile destinata all’autoconsumo. I beni oggetto dell’agevolazione dovranno essere prodotti in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in Paesi aderenti allo Spazio economico europeo, secondo il nuovo principio di «Made in EU».

La rivoluzione rispetto agli incentivi «Transizione 4.0/5.0» è che il beneficio non è più un credito d’imposta immediatamente compensabile, ma una deduzione fiscale potenziata nel tempo tramite quote di ammortamento maggiorate.

Aliquote e risparmi fiscali nel 2026 per chi vuole acquistare un carrello elevatore

La Legge di Bilancio stabilisce tre fasce di maggiorazione del costo fiscale di acquisizione:

  • +180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro,
  • +100% per la parte di investimenti oltre 2,5 e fino a 10 milioni di euro.
  • +50% per la parte oltre 10 e fino a 20 milioni di euro.

Viene eliminata la maggiorazione superiore nel caso di investimenti finalizzati alla realizzazione di obiettivi di transizione ecologica con riduzione dei consumi energetici, (inizialmente fissata nella misura del 220%, 140% e 90%).

Quali beni e imprese possono beneficiare degli incentivi fiscali per carrelli elevatori nel 2026

L’iperammortamento si applica ai beni strumentali nuovi, sia materiali che immateriali, purché:

  • siano interconnessi ai sistemi aziendali o alla rete produttiva;
  • rispettino i requisiti tecnici richiesti negli elenchi normativi;
  • l’impresa sia in regola sotto il profilo contributivo e fiscale.

La normativa include anche investimenti per fonti di energia rinnovabile e sistemi di accumulo destinati all’autoconsumo industriale, ampliando così il concetto di incentivo oltre la mera automazione.

Decreto attuativo e principio del «Made in EU»: cosa devono sapere le imprese

Con il decreto attuativo, il nuovo iperammortamento 2026 entrerà finalmente nella sua fase operativa. Tra gli elementi di maggiore rilievo introdotti dal decreto spicca il requisito dell’origine dei beni agevolabili, sintetizzato nel principio del cosiddetto «Made in EU». In pratica, per accedere all’agevolazione, i beni strumentali – inclusi i carrelli elevatori e i sistemi di automazione – dovranno essere realizzati all’interno dell’Unione europea o in Paesi aderenti allo Spazio economico europeo.

Questo aspetto rende ancora più strategica la fase di selezione dei fornitori e la verifica documentale dell’origine del bene, elementi che diventano centrali per evitare contestazioni in fase di controllo e per garantire la piena fruizione del beneficio fiscale nel tempo.

Incentivi 2026 per carrelli elevatori: affidati ai consulenti di Vilogic per ottimizzare gli investimenti

La Legge di Bilancio 2026 segna un cambio di paradigma rispetto alle politiche di incentivo degli ultimi anni, spostando l’attenzione dai crediti d’imposta immediati a una deduzione fiscale potenziata tramite iperammortamento. Il 2026 apre una nuova fase per gli incentivi fiscali agli investimenti in beni strumentali come i carrelli elevatori. Con il ritorno dell’iperammortamento, le aziende hanno l’opportunità di ottimizzare fiscalmente gli acquisti e pianificare una modernizzazione efficace della logistica interna. Rimane fondamentale muoversi con anticipo e con una consulenza fiscale qualificata per massimizzare i benefici.

Contattaci: ti aiuteremo a capire come ottimizzare i tuoi investimenti!

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